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ciclotrone appena entrato in funzione alla Columbia University. Anderson prova
subito a bombardare l'uranio con neutroni lenti. Ecco quanto racconta lo stesso Enrico Fermi con la moglie Laura
Anderson: "Vedemmo gli impulsi prodotti dalla fissione dell'uranio sullo schermo e i figli Giulio e Nella alloro arrivo
del mio oscilloscopio a raggi catodici il 25 gennaio 1939». Il giorno dopo, nel corso a New York (2 gennaio 1939)
della VI Conferenza di Fisica teorica tenuta a Washington, Fermi avanza l'ipotesi
che in una reazione così violenta i nuclei possano emettere neutroni che, a loro
volta, sarebbero in grado di provocare una nuova fissione. Una dimostrazione del
del processo di fissione viene organizzata per i partecipanti al convegno. «Di ritorno
alla Columbia Fermi sapeva a quali domande voleva trovare una risposta.
Venivano emessi neutroni nella fissione dell'uranio? Ed eventualmente in che quantità?
Come si poteva fare in modo che questi neutroni producessero ulteriori
fissioni?" e soprattutto, aggiunge Anderson, «era possibile sviluppare una reazione
a catena?" Fermi insiste sulla necessità di effettuare misure quantitative e un mese
dopo il suo arrivo alla Columbia University, insieme a un gruppo di lavoro di cui
fanno parte Anderson e J.R. Dunning (suo relatore), firma il suo primo articolo
"americano", The Fission of Uranium [Fissione dell'uranio] in cui vengono ripor-
tate le sezioni d'urto per neutroni lenti e neutroni veloci. In questa fase Fermi si
concentra sul problema dell'emissione di neutroni, piuttosto che sugli aspetti più
direttaente connessi con la reazione a catena (Production ofNeutrons in Uranium
Bombarded by Neutrons [Produzione di neutroni nell'uranio bombardato con
neutroni]). La questione della produzione di neutroni nell'uranio bombardato con
neutroni è oggetto di alcune ricerche pubblicate nel I939 sul "Physical Review".
In seguito sarà impossibile seguire il lavoro di Fermi attraverso la letteratura
periodica pubblica. Le relazioni vengono dichiarate "top secret". Nel lavoro Simple
Capture of Neutrons by Uranium [Cattura semplice di neutroni da uranio]
Anderson e Fermi analizzano il problema della cattura di neutroni lenti da parte
dell'U-238 che, secondo la scoperta fatta da O. Hahn e L Meitner, si trasforma in
U-239 per cattura di un neutro ne decadendo dopo circa 23 minuti in un elemento
che deve avere numero atomico 93 e massa 239. Nella primavera Fermi, Anderson
e Leo Szilard pubblicano Neutron Production andAbsorption in Uranium [Produ-
zione e assorbimento di neutroni in uranio]: il numero di neutroni emessi
ciall'uranio sotto l'azione dei neutroni lenti è maggiore di quelli assorbiti.
E' la condizione necessaria per realizzare una reazione a catena. Questo lavoro
mette anche in evidenza l'importanza dell'assorbimento di neutroni alle energie
di risonanza e fornisce la chiave di come ridurre le perdite di neutroni causate da
questo effetto concentrando l'uranio in blocchi. Questi esperimenti mettono
anche in luce un problema fondamentale: l'assorbimento di neutroni termici da
parte dell'idrogeno è troppo alto perché l'acqua possa essere un mezzo utilizzabile
per rallentare neutroni in una reazione a catena. Questo è il primo e l'ultimo
esperimento fatto da Fermi in collaborazione con Szilard, il cui stile di lavoro
a livello sperimentale non è affatto congeniale a Fermi. Nei mesi successivi Fermi
e altri gruppi di lavoro in diverse università americane studiano i problemi
connessi con la fisica della reazione a catena. La maggior parte dei progressi
fondamentali per la fisica dei reattori verranno realizzati durante il 1939 e il 1940.
Fermi è il primo a informare le autorità militari sulle possibili implicazioni
belliche di una eventuale reazione a catena: nel mese di marzo tiene una conferenza L'opera scientifica di Enrico Fermi I 163
al Ministero della Marina in seguito alla quale viene concesso un piccolo finanzia-
Luisa Bonolis

